Archive for agosto, 2011


PREMIO CARVER 2011
I nomi dei finalisti

Il premio Carver mantenendo la propria natura di struttura dedita alla lettura, e dunque all’attribuzione di premi ai libri e non agli autori o agli editori, rende noto i nomi dei finalisti delle sezioni saggistica, narrativa e poesia. La giuria presieduta da Andrea Giannasi ha voluto mettere in evidenza per questa edizione dieci libri per ciascuna sezione, decidendo di instituire anche un Premio Speciale. I dettagli di questa novità verranno resi noti a metà settembre durante la consueta conferenza stampa.
La giuria del Carver ha deciso che saranno premiati i primi tre libri per ciascuna sezione, con targa al primo di narrativa, saggistica e poesia.
La premiazione avverrà domenica 25 settembre alle ore 17 presso la Cittadella della Musica nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere” che si tiene ogni anno a Civitavecchia.
Veniamo ai nomi dei finalisti.

Per la SAGGISTICA

“Il Bullismo Sociale. Adulto e Giovanile” di Roberto Collovati (Armando Editore)
“Il Magico Libro delle Erbe. Consigli, rimedi e cure dal diario di Nonna Annina” di Letizia Chilelli (Ibiskos Editrice Risolo)
“K. Il Lobbista. Introduzione al Principio di Democrazia Partecipativa” di Lucia Fiorentino (Edizioni Scientifiche Italiane)
“La Terza Pagina” di Ada Fichera (Bonanno Editore)
“Il Gatto e la Volpe esistono davvero” di Maurizio Vecchi (Starrylink Editrice)
“Storia dell’editoria per ragazzi in Italia tra fine ‘800 e primo ‘900” di Ottavia Murru (Bibliofica)
“Io, Costantino. Il Processo” di Gianni Vianello (M. D’auria Editore)
“Apriamo gli occhi, ovvero quello che la Chiesa Cattolica non dice… Per Vergogna” di Isaia Vitelli Davide (Zedda Editore)
“Garibaldi l’avventuriere, il Massone, l’opportunista” di Gustavo Rinaldi (Controcorrente Edizioni)
“La riconquista di Mompracem l’isola che c’era” di Fabio Negro (Edizioni Simple)

Per la NARRATIVA

“Il candore di un’anima” di Stefania Jade Trucchi (Sperling & Kupfer Editori)
“Racconto di primavera” di Leonardo Bonetti (Casa Editrice Marietti)
“Quando le volpi si sposano” di Rossana Carturan (Navarra Editore)
“Morte nei boschi” di Giorgio Celli e Costanza Savini (Mursia Editore)
“Sarò come Garrincha” di Lucio Schiuma (Edizioni Libreria Croce)
“Io non sono esterno” di Giuseppe Merico (Castelvecchi Editore)
“Gli angeli vanno a dormire presto” di Veronica Tinnirello (Coniglio Editore)
“Le Coincidende” di Ivan Polidoro (66thand2nd)
“Isabella” di Normanna Albertini (Chimienti Editore)
“L’albero del pepe rosa” di Fabio Baldassarri (Robin Edizioni)

Per la POESIA

“Il Porcospino in Pegaso” di Eduardo Olmi (Felici Editore)
“I ritmi dell’esistenza” di Franco Prantera (Il Ciliegio Edizioni)
“Giuramento” di Giovanni Granatelli (Mobydick Editore)
“India. L’esperienza del Viaggio” di Kaveen A. Millarelli (Leonida Edizioni)
“Carne Diem” di Federico Romagnoli (Zona)
“Giocherellare con le parole” di Teresa Tricoli (Casa Editrice Kimerik)
“Nuvole a vapore” di Davide Dalmiglio (OnyX Editore)
“Oltre il quotidiano” di Silvia Venuti (Moretti E Vitali Editori)
“Un mondo senza oggetti” di Marco Sette (Edimond)
“Son stufadiza. Il trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.)” di Barbara Grubissa (Kappa Vu)

Info e note: http://www.prospektiva.it/carver.htm

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Oggi il blog di Liberi di scrivere pubblica questa recensione de IL PORCOSPINO IN PEGASO, segnalandomi anche di essere fra i 10 finalisti del premio Carver per la sezione poesia.

 

http://liberidiscrivere.splinder.com/post/25439001/recensione-di-il-porcospino-in-pegaso-di-eduardo-olmi

http://www.prospektiva.it/carver.htm

http://www.comunicati-stampa.eu/comunicati-stampa/premio-carver-2011/

 

Ho sempre un certo pudore a parlare di poesia, devo premettere che credo che esista, sembra banale ma non molti lo pensano sul serio. Leggo molta poesia a dire il vero anche se non amo recensirla, nella mia biblioteca conservo Baudelaire, Neruda, Prevert, Garcia Lorca, Jimenez, Evtushenko, mi piace la poesia romantica inglese, ho un debole per Eliot, Cecil Day Lewis, Dylan Thomas,  i sonetti di Shakespeare, Walt Whitman,  Edgar Lee Master, Robert Frost, Sylvia Plath, la Beat Generation. Amo Ungaretti, Quasimodo, Montale, Saba, il Cantico dei Cantici, la poesia persiana, quella cinese, Nazim Hikmet, Anna Achmatova, il colore e il calore della poesia sudamericana per la quale mi sono intestardita a studiare spagnolo con scarsi e alterni risultati purtroppo. Come dicevo non amo recensirla perché è evanescente, umorale, soggettiva, troppo soggettiva. Cosa scatti in un testo perché lo si possa chiamare poesia è un mistero racchiuso in un enigma che trascende i puri intellettualismi e gli arzigogoli razionali. La poesia quando la si cerca di spiegare si sciupa, si rovina, muore, e poi ci vogliono strumenti anche tecnici delicati, non si può maneggiarla come un meccanico con le mani sporche di grasso, forse qualche vecchio professore di liceo con la barba grigia saprebbe scrivere un buon testo di critica poetica, magari un cultore di greco e di latino con una cultura enciclopedica e un busto di Dante in bronzo tenuto nel salotto dal pavimento lucidato a cera con le pattine di feltro, chiunque altro si troverebbe come un elefante in un negozio di cristalli. Tutto questo per dire che è appunto raro che recensisca poesia, specialmente moderna di giovani autori magari alla loro opera prima. Così quando mi è capitato tra le mani questo libricino Il porcospino in pegaso di Eduardo Olmi, dalla copertina metà bianca e metà blu, Felici Editori, finito di stampare nel mese di maggio del 2010, ho esitato poi mi son detta perché no, leggiamolo. Innanzitutto ho iniziato con la prefazione di Alessandro Scarpellini nella quale ho incontrato parole lucenti come: sogni, desideri, amore, morte, eros, meraviglia, stupore; e mi son detta chissà…. Scalpellini accosta le poesie di Olmi a testi di Jim Morrison o Tom Waits, agli sciamani della Beat Generation, alla poesia italiana ed europea del Novecento, agli esistenzialisti, ai punk un modo senz’altro efficace per destare l’interesse, per promuovere un confronto, delle aspettative. Così ho ripreso il libro dall’inizio e ho letto la dedica: Al vecchio Hank che non ha mai letto questa roba. E di Hank che io sappia ce ne è uno solo: Charles Bukowski, Hank per gli amici. “Chiamatemi’Hank’: Charles era mio padre”. Poi l’ ho contate  sono 52 poesie, 52 frammenti, come quasi tutti i poeti contemporanei a schema libero, usando strofe senza alcuno schema fisso di versi o di rime, quasi una prosa poetica, versi anarchici, intrisi di una certa rabbia controllata e ipodermica una contestazione metodica del sistema, dei pregiudizi, delle norme consuete. Ci sono anche poesie d’amore, ma sono rare, più che altro la passione è incanalata contro i bar borghesi,  i fast food, la macchina burocratica. Si parla di anarchia, di fiumi d’alcool, di briciole della sua adolescenza, di angoscia, incubi notturni, di Nietzsche, di Brecht, di  Mozart. Si accusa Pier Paolo Pasolini di essere un pessimo poeta, si guardano le foglie d’autunno, si ascolta il rumore del vento. Eduardo Olmi è un giovane poeta, nato a Firenze nel 1984 iscritto alla laurea specialistica in Storia Contemporanea presso l’Università di Firenze. Collabora con giornali universitari autoprodotti e con il gruppo artistico Collettivomensa e l’omonima rivista. Segnalo che Il porcospino in pegaso, è tra i 10 finalisti, per la sezione poesia, del Premio Carver 2011, il contropremio dell’editoria italiana, la cui giuria è coordinata da Andrea Giannasi, un premio in cui vengono premiati i libri migliori, senza guardare il nome dell’autore o  il marchio editoriale a garanzia dell’imparzialità la formazione della giuria 5 tra giornalisti, scrittori, critici ai quali viene proposto di far parte di una giuria segreta, questi non conoscono i nomi degli altri giurati e i loro nomi non verranno mai resi noti. Il Premio Carver è organizzato dalla rivista letteraria Prospektiva e la premiazione avverrà il 25 settembre presso la Cittadella della Musica nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere” che si tiene ogni anno a Civitavecchia. A Eduardo i migliori auguri.