Aymonino, Paternoster e Olmi sono i vincitori della dodicesima edizione del Premio Internazionale Nabokov

Sono Livia Aymonino per la narrativa, Renzo Paternoster per la saggistica ed Edoardo Olmi i vincitori della sezione editi della dodicesima edizione del Premio Internazionale Nabokov 2017.

Nello splendido scenario del teatro salentino di Novoli, a pochi chilometri da Lecce, la giuria coordinata da Piergiorgio Leaci, sabato 13 gennaio ha assegnato i premi.

Un lungo filo ha unito i libri editi e i libri inediti, come ha ricordato l’editore Andrea Giannasi, grande bibliofilo, che ha condotto la serata intervistando i tanti finalisti. E così la storia del Novecento, il secolo breve che ha rappresentato un vero spartiacque nell’umanità, è salita sul palco.

Per questo ha vinto nella sezione editi di narrativa Livia Aymonino con “La lunga notte di Adele in cucina”, pubblicato da Giunti, un romanzo che ci racconta – tra la proposta di numerose ricette – una generazione che ha scardinato le regole e rovesciato il mondo. I sessantenni di oggi ancora in sella ad un motorino senza casco. Al secondo posto Fabio Massimo Franceschelli con il romanzo “Italia” (Del Vecchio) ambientato dentro un centro commerciale con ingiustizie, miserie e nobiltà, scattando una fotografia impietosa del nostro paese. Terzo si è classificato il delicato e sensibile viaggio nel mondo di Emily Dickinson di Lorenzo Gobbi con il romanzo “Emily e il vento” (Castelvecchi).

Nella saggistica il primo posto è andato a Renzo Paternoster con “Campi: deportare e concentrare” (Aracne) un lungo e ben documentato lavoro sull’esclusione e sulla genesi e lo sviluppo dei campi di concentramento. Da Fenestrelle usato dai piemontesi per rinchiudere i ribelli meridionali ai campi di rieducazione coreani. Alessandro Izzi con “Le strategie dell’oblio” (Universitalia) si è aggiudicato il secondo posto grazie ad un lavoro sul rapporto tra cinema e televisione italiana sul tema della Shoah. Terzo posto per Giuseppina Mellace con il saggio “L’oro del Duce: la vera storia dell’oro di Dongo e degli altri tesori occultati dal regime fascista” (Newton & Compton), dove l’autrice raccoglie le storie intorno agli ultimi giorni della Repubblica sociale italiana nell’aprile del 1945.

Nella poesia il primo posto è andato al devastante Edoardo Olmi con “R:Existance” (Ensemble) dimostrando che la poesia non solo è ancora viva, ma può essere il vero cantiere dove i temi sociali, politici, etici e culturali possono trovare motivo di incontro (e perché no anche di scontro). Secondo posto per Chiara Nobilia, quest’anno già vincitrice del “Contropremio Carver” con la stessa raccolta, ovvero quel forte percorso poetico che si può incontrare leggendo “Pietre e Amarene” (Giovane Holden). Terzo Farhad Ali Zolghadr con “Sulla tenera pelle” (Lietocolle).

Per gli editi di narrativa hanno vinto la pubblicazione con Tralerighe libri – il marchio editoriale che fa libri come pietre d’angolo diretto da Andrea Giannasi – i primi due classificati. Al primo posto Paolo Miggiano con “La guerra di Dario”, tre storie di tre giovani vite spezzate dalla Camorra a Napoli. Al secondo posto il viaggio di una bambina verso l’olocausto e le leggi razziali scritto da Barbara Rosenberg con “Viaggio in Germania”. Al terzo posto Bruno Contini con “La Grande guerra del Salento”.

Per la saggistica inedita primo posto per Lucia Immordino, “Studio sul riso. Dio non ride”, secondo per Daniela Mancini, “La campanella suona sempre due volte” e terzo per Luca Danieli, “Il barAtto Democratico”.

Nella poesia inedita primo posto a Giusi Fontana, “Tornerà a nevicare e noi muti; secondo Giovanni Minio, “Cento poesie”; terzo Cinzia Manetti, “Armonia d’amore”.

Distribuiti anche premi con pubblicazione dei manoscritti con AbelBooks in formato digitale e cartaceo.

La giuria ha voluto assegnare anche il Premio speciale per la memoria e le tradizioni popolari ad Eufemia Attanasi con “Sull’estro della tradizione – Riti e costumi del Salento e della Grecia Salentina” (Pelasgos) e le menzioni speciali ad Alessandro Romano, “Lento all’ira” (Esperidi) e a Pina Petracca, “Solitudini a Sud della tua luce” (Esperidi).

Infine un premio anche all’ospite della dodicesima edizione l’onorevole Souad Sbai autrice di “Le ombre di Algeri” (Armando Curcio).

Appuntamento alla tredicesima edizione con il bando già aperto e pubblicato sul sito del Nabokov.

www.premionabokov.com

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