Archive for febbraio, 2018


incubo

epifanie rinascimentali –

da’ retta qui sull’Arno si vende fumo

sangue del tuo Porto

mestruale agonizzante

la libertà non è di strada

per anabbaglianti

in Via dell’Inferno,

ti ho disinnescata – Ginestra Fiorentina.

l’ autobus n° 2 lungo la strada

e con le caramelle in tasca era tutta un’altra storia.

lo sai chi c’è, il tuo fallimento migliore

a 99 cent. al minuto –

vibrano le suonerie dei ricordi

non puoi togliere volume

anche quando non ce n’è.

ne hai scartati tanti nell’indifferenziata

esaurito il tubetto del desiderio,

ad un orario a cui non averne rimpianti

senza parole da capo di Stato.

decine salgono e chiedono il biglietto

ognuno di loro è una minaccia

alla pubblica incolumità –

ma nessuno sa dove timbrare

al capolinea con scritto Deposito.

la via di casa è una cagnara

pari o dispari: nessuna differenza.

anche il sonno vuole la sua parte

e ha qualcosa da dire.

lo zoppo impara a zoppicare

mentre la notte ruzzola le scale –

i gatti puntano le zampe anteriori

alle fosse comuni della coscienza.

si aspettava più calore

dall’abbraccio di un Moscato.

brucia di vino dentro al petto

ne piange i connotati.

in amore lavora in franchising –

mi manchi tesoro, anche se non so chi sei

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Roma *****

 

 

l’impoetica del vostro tabacco

dal finestrino della fragilità;

falene palpitano

a fuochi in prospettiva.

 

 

rovistando nella monnezza

a Termini inciampa pure il gabbiano

e fa le ali grosse,

i bidoni ormai

hanno il saluto militare –

onanismo ontologico

della politica.

 

 

camminare viene prima

di un consiglio di lettura;

una quinta in Casilina, due sessioni open mic

ed un bacio alla ragazza più bella.

 

 

contro una sinistra da social network

ridi, che ti passano anche i TIR;

la democrazia vi ruba i sentimenti

settembre non è

un cimitero per zanzare.

 

 

ripassata la poetica

del nostro passeggiare,

le acque ci parlano

lungo i passi di una donna nel vuoto

sparando odio col silenziatore –

amate così la vostra rabbia

come un seno da scoprire in mezzo al buio.

 

 

contro un sole incipriato

di Dio non si può dire molto;

ardito il deodorante

in fondo al cesso, dentro al treno.

 

 

centrista quanto un bicchiere d’acqua

di fronte a te non ho altre scuse,

hai amato più in inverno che in estate –

nostra signora

della metropolitana.