l’impoetica del vostro tabacco

dal finestrino della fragilità;

falene palpitano

a fuochi in prospettiva.

 

 

rovistando nella monnezza

a Termini inciampa pure il gabbiano

e fa le ali grosse,

i bidoni ormai

hanno il saluto militare –

onanismo ontologico

della politica.

 

 

camminare viene prima

di un consiglio di lettura;

una quinta in Casilina, due sessioni open mic

ed un bacio alla ragazza più bella.

 

 

contro una sinistra da social network

ridi, che ti passano anche i TIR;

la democrazia vi ruba i sentimenti

settembre non è

un cimitero per zanzare.

 

 

ripassata la poetica

del nostro passeggiare,

le acque ci parlano

lungo i passi di una donna nel vuoto

sparando odio col silenziatore –

amate così la vostra rabbia

come un seno da scoprire in mezzo al buio.

 

 

contro un sole incipriato

di Dio non si può dire molto;

ardito il deodorante

in fondo al cesso, dentro al treno.

 

 

centrista quanto un bicchiere d’acqua

di fronte a te non ho altre scuse,

hai amato più in inverno che in estate –

nostra signora

della metropolitana.

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