epifanie rinascimentali –

da’ retta qui sull’Arno si vende fumo

sangue del tuo Porto

mestruale agonizzante

la libertà non è di strada

per anabbaglianti

in Via dell’Inferno,

ti ho disinnescata – Ginestra Fiorentina.

l’ autobus n° 2 lungo la strada

e con le caramelle in tasca era tutta un’altra storia.

lo sai chi c’è, il tuo fallimento migliore

a 99 cent. al minuto –

vibrano le suonerie dei ricordi

non puoi togliere volume

anche quando non ce n’è.

ne hai scartati tanti nell’indifferenziata

esaurito il tubetto del desiderio,

ad un orario a cui non averne rimpianti

senza parole da capo di Stato.

decine salgono e chiedono il biglietto

ognuno di loro è una minaccia

alla pubblica incolumità –

ma nessuno sa dove timbrare

al capolinea con scritto Deposito.

la via di casa è una cagnara

pari o dispari: nessuna differenza.

anche il sonno vuole la sua parte

e ha qualcosa da dire.

lo zoppo impara a zoppicare

mentre la notte ruzzola le scale –

i gatti puntano le zampe anteriori

alle fosse comuni della coscienza.

si aspettava più calore

dall’abbraccio di un Moscato.

brucia di vino dentro al petto

ne piange i connotati.

in amore lavora in franchising –

mi manchi tesoro, anche se non so chi sei

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