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Aymonino, Paternoster e Olmi sono i vincitori della dodicesima edizione del Premio Internazionale Nabokov

Sono Livia Aymonino per la narrativa, Renzo Paternoster per la saggistica ed Edoardo Olmi i vincitori della sezione editi della dodicesima edizione del Premio Internazionale Nabokov 2017.

Nello splendido scenario del teatro salentino di Novoli, a pochi chilometri da Lecce, la giuria coordinata da Piergiorgio Leaci, sabato 13 gennaio ha assegnato i premi.

Un lungo filo ha unito i libri editi e i libri inediti, come ha ricordato l’editore Andrea Giannasi, grande bibliofilo, che ha condotto la serata intervistando i tanti finalisti. E così la storia del Novecento, il secolo breve che ha rappresentato un vero spartiacque nell’umanità, è salita sul palco.

Per questo ha vinto nella sezione editi di narrativa Livia Aymonino con “La lunga notte di Adele in cucina”, pubblicato da Giunti, un romanzo che ci racconta – tra la proposta di numerose ricette – una generazione che ha scardinato le regole e rovesciato il mondo. I sessantenni di oggi ancora in sella ad un motorino senza casco. Al secondo posto Fabio Massimo Franceschelli con il romanzo “Italia” (Del Vecchio) ambientato dentro un centro commerciale con ingiustizie, miserie e nobiltà, scattando una fotografia impietosa del nostro paese. Terzo si è classificato il delicato e sensibile viaggio nel mondo di Emily Dickinson di Lorenzo Gobbi con il romanzo “Emily e il vento” (Castelvecchi).

Nella saggistica il primo posto è andato a Renzo Paternoster con “Campi: deportare e concentrare” (Aracne) un lungo e ben documentato lavoro sull’esclusione e sulla genesi e lo sviluppo dei campi di concentramento. Da Fenestrelle usato dai piemontesi per rinchiudere i ribelli meridionali ai campi di rieducazione coreani. Alessandro Izzi con “Le strategie dell’oblio” (Universitalia) si è aggiudicato il secondo posto grazie ad un lavoro sul rapporto tra cinema e televisione italiana sul tema della Shoah. Terzo posto per Giuseppina Mellace con il saggio “L’oro del Duce: la vera storia dell’oro di Dongo e degli altri tesori occultati dal regime fascista” (Newton & Compton), dove l’autrice raccoglie le storie intorno agli ultimi giorni della Repubblica sociale italiana nell’aprile del 1945.

Nella poesia il primo posto è andato al devastante Edoardo Olmi con “R:Existance” (Ensemble) dimostrando che la poesia non solo è ancora viva, ma può essere il vero cantiere dove i temi sociali, politici, etici e culturali possono trovare motivo di incontro (e perché no anche di scontro). Secondo posto per Chiara Nobilia, quest’anno già vincitrice del “Contropremio Carver” con la stessa raccolta, ovvero quel forte percorso poetico che si può incontrare leggendo “Pietre e Amarene” (Giovane Holden). Terzo Farhad Ali Zolghadr con “Sulla tenera pelle” (Lietocolle).

Per gli editi di narrativa hanno vinto la pubblicazione con Tralerighe libri – il marchio editoriale che fa libri come pietre d’angolo diretto da Andrea Giannasi – i primi due classificati. Al primo posto Paolo Miggiano con “La guerra di Dario”, tre storie di tre giovani vite spezzate dalla Camorra a Napoli. Al secondo posto il viaggio di una bambina verso l’olocausto e le leggi razziali scritto da Barbara Rosenberg con “Viaggio in Germania”. Al terzo posto Bruno Contini con “La Grande guerra del Salento”.

Per la saggistica inedita primo posto per Lucia Immordino, “Studio sul riso. Dio non ride”, secondo per Daniela Mancini, “La campanella suona sempre due volte” e terzo per Luca Danieli, “Il barAtto Democratico”.

Nella poesia inedita primo posto a Giusi Fontana, “Tornerà a nevicare e noi muti; secondo Giovanni Minio, “Cento poesie”; terzo Cinzia Manetti, “Armonia d’amore”.

Distribuiti anche premi con pubblicazione dei manoscritti con AbelBooks in formato digitale e cartaceo.

La giuria ha voluto assegnare anche il Premio speciale per la memoria e le tradizioni popolari ad Eufemia Attanasi con “Sull’estro della tradizione – Riti e costumi del Salento e della Grecia Salentina” (Pelasgos) e le menzioni speciali ad Alessandro Romano, “Lento all’ira” (Esperidi) e a Pina Petracca, “Solitudini a Sud della tua luce” (Esperidi).

Infine un premio anche all’ospite della dodicesima edizione l’onorevole Souad Sbai autrice di “Le ombre di Algeri” (Armando Curcio).

Appuntamento alla tredicesima edizione con il bando già aperto e pubblicato sul sito del Nabokov.

www.premionabokov.com

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In Salento, il 13 gennaio, la finale del premio letterario Nabokov 2017

Si terrà sabato 13 gennaio 2018, ore 16.00,  a Novoli (Lecce) presso il Teatro Comunale, Piazza Regina Margherita, nell’ambito di Incipit Festival Letterario, la premiazione della dodicesima edizione del Premio letterario Internazionale Nabokov 2017.
La giuria, guidata da Piergiorgio Leaci, dopo attenta lettura ha definito la rosa dei finalisti per la sezione editi e inediti di narrativa, poesia e saggistica che andranno in finale in Salento. La premiazione con presentazioni dei libri e degli autori sul palco del teatro sarà a cura di Andrea Giannasi, direttore di Prospektiva. E questa è la prima novità di questa edizione: ovvero la sinergia tra il Premio Nabokov con il contenitore e laboratorio letterario (attivo dal 2004 con festival letterari in Toscana, Puglia, Lazio e Calabria).
Altra novità sarà l’ingresso anche della casa editrice Tralerighe libri, tra i promotori della lettura, che pubblicherà alcuni dei premiati, come già avvenuto nell’edizione 2016 con i libri di Francesco Sinigaglia e Primavera Fisogni.
Ma andiamo a conoscere i nomi dei finalisti sezione per sezione:
Per gli editi di Narrativa si contenderanno la vittoria: Lorenzo Gobbi, “Emily e il vento”, Castelvecchi editore; Lucia Stefanelli Cervelli, “L’innocenza dei perversi”, Homo Scrivens edizioni; Mauro Bortone, “Dove nessuno è innocente”, Besa editrice; Fabio Mundadori, “L’altra metà della notte”, Damster edizioni; Fabio Massimo Franceschelli, “Italia”, Del Vecchio Editore; Alessandro Izzi, “Come seme sotto raffiche d’inverno”, Giovane Holden Editore; Livia Aymonimo, “La lunga notte di Adele”, Giunti.
Per la Saggistica edita: Raffaele Sinno, “Bioetica e bioterrorismo: aspetti scientifici, etici, giuridici”, Levante editori; Claudio Tugnoli, “La dialettica dell’esistenza: l’Hegelismo eretico di John McTaggart”, Franco Angeli Editore; Giuseppina Mellace, “L’oro del Duce: la vera storia dell’oro di Dongo e degli altri tesori occultati dal regime fascista”, Newton Compton Edizioni; Alessandro Izzi, “Le strategie dell’oblio”, UniversItalia Edizioni; Renzo Paternoster, “Campi: deportare e concentrare”, Onorati editore; Claudia Cencini, “Guerra e amore”, Stampa Alternativa; Andrea Duranti, “Esilio, memoria e libertà – Storia della diaspora iraniana”, Stampa Alternativa.
Per la Poesia edita: Rosa Maria Vinci, “In bilico…”, Edizioni Nuove Proposte; Edoardo Olmi, “R:Existance”, Ensemble Edizioni; Chiara Nobili, “Pietre e amarene”, Giovane Holden Edizioni; Flora Amelia Suàrez Càrdenas, “L’immagine è poesia”, Tabula Fati Edizioni; Farhad Ali Zolghadr, “Sulla Tenera pelle”, LietoColle Edizioni; Marcella Delle Donne, “Donne donne – Eterni dei”, Editore Manni; Mara Bachiorri, “Eternal Roots”, Albatros edizioni; Dora Laera, “Dai silenzi dell’anima”, Aletti editore;
La giuria ha deciso di assegnare il premio speciale per la memoria e le tradizioni popolari a: Eufemia Attanasi, “Sull’estro della tradizione – Riti e costumi del Salento e della Grecia Salentina”, Edizioni Pelasgos.
Menzioni speciali agli autori: Alessandro Romano, “Lento all’ira”, Esperidi edizioni; Souad Sbai, “Le ombre di Algeri”, Mursia editrice; Pina Petracca, “Solitudini a Sud della tua luce”, Esperidi edizioni.
Nella sezione inediti in finale per la narrativa: Barbara Rosenberg, “Viaggio in Germania”; Claudia Saba,  “In viaggio per la felicità”; Danilo Cristian Runfolo, “Lui è infinito”; Fabia Trotta,  “La città del ritorno”; Bruno Contini,  “La Grande Guerra del Salento”; Luigi Rigamonti, “Trentotto ore”; Renata Asquer, “Frontiere”; Paolo Miggiano, “La guerra di Dario”; Giulia Reale, “Manolo e i Wild Boys”.
Per Saggistica inedita: Cristiana Boldo, “Fenomenologia di Manuel Agnelli: mitopoietica in rete”; Lucia Immordino, “Studio sul riso. Dio non ride”; Luca Danieli, “Il barAtto Democratico”; Giuseppe de Felici, “Il sogno e la ragione”; Daniela Mancini, “La campanella suona sempre due volte”.
Per la poesia inedita: Maria Antonietta Carlino, “La vita del cuore di una donna”; Alessandro Cannavale, “L’uomo randagio”; Giusi Fontana, “Tornerà la neve e noi muti; Giovanni Minio, “Cento poesie”; Cinzia Manetti, “Armonia d’amore”;  IIS – Istituto d’Istruzione Superiore Filippo Bottazzi, “Sui sentieri dell’amore” a cura della Prof.ssa Giuseppina Romanello.
Per la sezione racconti, quest’anno si aggiudica il premio della pubblicazione cartacea dell’antologia l’Istituto Comprensivo di Latiano (BR) con i racconti “Giovanni”  di Alessandra Altavilla, “Mistero nel vigneto di Mariano” di Jacopo Galasso, “I racconti delle avventure di Michele” di Gabriele Convertini, “Un Natale con i Nonni” di Ludovica Errico, “Latiano non sa mollare” di Tushe Aurora, “Un’amore di altri tempi” di  Beatrice Di Potenza, Jacopo Scarafile e Swami Chiara Mur, “Ricordi di un motorino” di Mattia Contente, Alessia Legrottaglie, Mario Morciano e Lorenzo Errico, “Racconti di un tempo che fu” di Mattia Chiera, “Ragazzi nel 1940. La folle fuga” di Marilena Franchini, “Caro Diario” di Giuseppe Schiena, “Vecchi ricordi” di Gabriele Trizza, “Femmina… quindi serva!” di  Luana Cavallo, Asia Fanelli, Marilù Franchini.

Interventi musicali a cura del gruppo All Swing Trio.

Sabato 11 novembre a Lucca la premiazione della quindicesima edizione del Contropremio letterario Carver. L’evento è aperto a tutti!

 

Il Contropremio letterario Carver nato a Roma nel 2003 e giunto alla quindicesima edizione, ha deciso di scegliere Lucca come luogo per la cerimonia di premiazione dell’edizione 2017. L’evento si terrà sabato 11 novembre a partire dalle ore 15 presso l’auditorium del centro culturale Agorà in pieno centro storico (Piazza dei Servi – via delle trombe 6).

Considerato il premio letterario indipendente migliore d’Italia con i quasi 7000 libri letti ed esaminati, il Carver porterà nella città Toscana i finalisti delle sezioni narrativa, poesia e saggistica. E come accade ormai da 15 anni Andrea Giannasi presenterà con gli autori i libri ricordando sono questi ad essere premiati e non i nomi sulle copertine o i marchi editoriali. In primo piano la lettura e la ricerca di nuove storie, forme, stili.

Sono diciotto titoli in finale con autori provenienti da tutta la penisola. Le scrittrici e gli scrittori arrivano da tutta Italia: Roma, La Spezia, Vercelli, Pistoia, Ravenna, Napoli, Crotone, Bergamo, Chieti, Firenze, Catania, Trento e molte altre città ancora. Ad organizzare l’evento è Prospektiva, piattaforma letteraria (www.prospektiva.it), in collaborazione con Prospettiva, Tralerighe libri e l’associazione Historica Lucense.

Nella narrativa i finalisti dell’edizione 2017 sono i libri: “La quarta estate” di Paolo Casadio (Piemme); “Amori regalati” di Olimpio Talarico (Aliberti); “La disertora” di Barbara Beneforti (Iacobelli); “La dodicesima nota” di Lev Matvej Loewenthal (Carteggi Letterari); “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino (Homo Scrivens); “Il giorno dell’assoluzione” di Annalisa Venditti (dei Merangoli).

Per la saggistica in finale sono arrivati: “Il confine umano vite in cerca di pace” di Patrizia Angelozzi in collaborazione con  Consorzio Matrix (Ianieri); “Rose de Freycìnet. Una viaggiatrice clandestina a bordo dell’Uranìe negli anni 1817-1820” a cura di Federico Motta (Il Frangente); “La committenza Medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici” di Maria Vitiello (Gangemi); “Italiano urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo” di Gabriele Valle (Reverdito); “Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea” di Danilo Breschi (Pagliai); “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” di Salvatore Massimo Fazio (Bonfirraro).

Infine per la poesia in finale: “Poesie del taschino” di Giovanni Cavazzuti (Pellegrini); “Il cielo di scorta e altre offerte della settimana” di Anna Martinenghi (Linee infinite); “Modalità silenziosa” di Emma Pretti (Genesi); “Fiori di luce” di Walter Viaggi (La ruota); “R:existance” di Edoardo Olmi (Ensemble); “Pietre e amarene” di Chiara Nobilia (Giovane Holden).

I finalisti del Carver: contropremio letterario edizione 2017

 

Non è facile leggere oggi in questo paese, dove tutti scrivono, prendono posizione, dibattono e mettono “like” o complimenti a denti stretti. Non è facile leggere e attendere il silenzio dei passi, il battere e il levare, il fruscio di una tentazione.

Non è facile leggere, dicevamo, e oltremodo appare ancora più difficile porre un giudizio, dare un voto. Il Contropremio Carver dopo quindici anni di indipendentismo  sciagurato – avremmo potuto ben venderci a qualche mercante di perline colorate ai “tempi d’oro” – continua a porsi sempre la stessa domanda. Sulla fallibilità del giudizio di un lettore. Del resto ognuno ha la propria esperienza, il proprio bagaglio e il proprio zaino sulle spalle. E ogni libro letto rimane come un macigno ad arginare le paure e il vuoto. Ecco per noi del Carver i libri sono come mattoni di una diga che custodisce milioni di metri cubi di acqua. Non sono utili, ma essenziali per l’esistenza dei pesci gatto.

Ma questa è un’altra storia.

Dicevamo il Carver (due punti): contropremio letterario, è giunto alla sua quindicesima edizione e presenta i libri finalisti delle sezioni narrativa, saggistica e poesia. Con la poesia ultima perché siamo di quelli che considerano questa forma di arte letteraria, come un’arma molto pericolosa da armeggiare.

La giuria coordinata da Andrea Giannasi lunedì 25 settembre ha decretato quanto segue (per dare anche ufficialità alla nota).

Nella narrativa i finalisti sono i libri (perché al Carver sono i libri ad essere premiati e non i nomi degli autori o i nomi degli editori), i libri e solo quelli che sono testimoni e rimarranno come macigni agli atti.

“La quarta estate” di Paolo Casadio (Piemme); “Amori regalati” di Olimpio Talarico (Aliberti); “La disertora” di Barbara Beneforti (Iacobelli); “La dodicesima nota” di Lev Matvej Loewenthal (Carteggi Letterari); “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino (Homo Scrivens); “Il giorno dell’assoluzione” di Annalisa Venditti (dei Merangoli).

Cosa dire. Abbiamo voluto premiare le storie e la storia. Sì perché tutti i libri sono intrecciati come tele ad un termitaio di vicende, intessuto con la tenacia di chi vuole prendere per mano, a momenti quasi strattonandolo, il lettore per portarlo non in un altro mondo, ma nell’impronta che ognuno di noi lascia sulla sabbia. Impronta fedelmente identica a quella di una sconosciuta che non è solamente metafora dei nostri percorsi onirici. La storia, questa sconosciuta, che torna ad essere prepotentemente presente tra le dita del caporale Gutiérrez, di Martha Sventlaska e la Roma degenerata, del brigadiere Lozzi Anchise replicato “macellaio messicano”, del medico pediatra Andrea Dalvina Zanardelli e della scheggia e delle ruote nei conventi, Tomaso Chiarello e Caccuri come Berlino o Buenos Aires, Nadim e lo spartito di Asche.

Sono 1219 le pagine della sezione narrativa della quindicesima edizione del Contropremio Carver.

La giuria per la saggistica ha utilizzato lo strumento della domanda. Cercando di trovare le coordinate per comprendere chi siamo e dove vogliamo andare. Ma per farlo dobbiamo tornare a capire quale lingua usare; quali strumenti e quali linguaggi utilizzare per “costruire” bellezza; quali travestimenti indossare per intraprendere il “viaggio clandestino” alla scoperta dell’ignoto; quali fondamenta scavare e indagare per svelare le radici della civiltà europea; quali mettere a nudo per liberare la nostra stupidità regredendo nel concetto di suicidio come assenza e nulla intraducibile; e infine quali esempi dalle vite oltre gli odori del limes.

In finale sono arrivati: “Il confine umano vite in cerca di pace” di Patrizia Angelozzi in collaborazione con  Consorzio Matrix (Ianieri); “Rose de Freycìnet. Una viaggiatrice clandestina a bordo dell’Uranìe negli anni 1817-1820” a cura di Federico Motta (Il Frangente); “La committenza Medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici” di Maria Vitiello (Gangemi); “Italiano urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo” di Gabriele Valle (Reverdito); “Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea” di Danilo Breschi (Pagliai); “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” di Salvatore Massimo (Bonfirrano).

Dicevamo che la poesia la vogliamo presentare per ultima. Una cinquina di libri, in questo momento storico, talmente inutile da risultare vitali per le nostre esistenze. Ci riferiamo, ovviamente, al paradosso dell’inutilità dell’aria che non vediamo e non tocchiamo, non sentiamo e non possiamo acquistare o vendere.

La poesia è morta quando una società non riesce a difenderla; la società è morta quando è la poesia a non avere più diritto di cittadinanza.

Da leggere – ma non solo questi – i libri giunti in finale alla quindicesima edizione del Carver: contropremio letterario 2017.

“Poesie del taschino” di Giovanni Cavazzuti (Pellegrini); “Il cielo di scorta e altre offerte della settimana” di Anna Martinenghi (Linee infinite); “Modalità silenziosa” di Emma Pretti (Genesi); “Fiori di luce” di Walter Viaggi (La ruota); “R:existance” di Edoardo Olmi (Ensemble); “Pietre e amarene” di Chiara Nobilia (Giovane Holden).

Riassumendo in finale sono arrivati 18 libri (6 per ciascuna sezione). Gli autori maschi sono 9, mentre le autrici donne sono 8. Un libro è ibrido perché è curato da un uomo ma in realtà è un lavoro sul reportage di una donna. Le autrici e gli autori arrivano da tutta Italia: Firenze, Roma. La Spezia, Vercelli, Pistoia, Ravenna, Napoli, Crotone, Bergamo, Chieti, Catania, Trento. La narrativa offre romanzi ma anche racconti; la poesia ha stili che vanno dal classico all’Haiku.

La premiazione si terrà a ottobre (se tutto va bene) a Lucca.

Buona lettura a tutti.

Assegnato il 25 settembre nella splendida cornice della Cittadella della Musica a Civitavecchia (durante il festival del libro “Un mare di lettere”), il nono premio Carver 2011. Meglio conosciuto come “Contropremio dell’editoria italiana”, il Carver assegna l’ambito primo posto solo ai libri – dopo averli letti – e non ai nomi di autori o di case editrici.

La giuria – rigorosamente segreta e composta da giornalisti, scrittori ed editori – coordinata da Andrea Giannasi, dopo aver selezionato i finalisti per ciascuna sezione, ha voluto ricordare come ogni anno la qualità dei libri aumenti sensibilmente, a dimostrazione della bontà di un mondo editoriale sommerso, che merita molto di più.

Per la narrativa ha vinto il romanzo “Racconto di primavera” di Leonardo Bonetti; per la poesia il primo posto è stato assegnato alla raccolta “Nuvole a vapore” di Davide Dalmiglio; infine per la saggistica ha prevalso “Il bullismo sociale” di Roberto Collovati.

La giuria ha voluto premiare i primi tre libri per ciascuna sezione. Nelle terza dunque per la narrativa anche  “Le coincidenze” di Ivan Polidoro e “Isabella” di Normanna Albertini.

Per la poesia in finale anche “Oltre il quotidiano” di Silvia Venuti e “Il porcospino in pegaso” di Eduardo Olmi.

Nella sezione saggistica “K, il lobbista” di Lucia Fiorentino e “Io, Costantino. Il processo” di Gianni Vianello.

Il premio speciale della giuria in onore di Giorgio Celli è andato a Claudio Beghelli.

Appuntamento al 2012 con il “Contropremio dell’editoria italiana”.

http://www.prospektiva.it/carver.htm

PREMIO CARVER 2011
I nomi dei finalisti

Il premio Carver mantenendo la propria natura di struttura dedita alla lettura, e dunque all’attribuzione di premi ai libri e non agli autori o agli editori, rende noto i nomi dei finalisti delle sezioni saggistica, narrativa e poesia. La giuria presieduta da Andrea Giannasi ha voluto mettere in evidenza per questa edizione dieci libri per ciascuna sezione, decidendo di instituire anche un Premio Speciale. I dettagli di questa novità verranno resi noti a metà settembre durante la consueta conferenza stampa.
La giuria del Carver ha deciso che saranno premiati i primi tre libri per ciascuna sezione, con targa al primo di narrativa, saggistica e poesia.
La premiazione avverrà domenica 25 settembre alle ore 17 presso la Cittadella della Musica nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere” che si tiene ogni anno a Civitavecchia.
Veniamo ai nomi dei finalisti.

Per la SAGGISTICA

“Il Bullismo Sociale. Adulto e Giovanile” di Roberto Collovati (Armando Editore)
“Il Magico Libro delle Erbe. Consigli, rimedi e cure dal diario di Nonna Annina” di Letizia Chilelli (Ibiskos Editrice Risolo)
“K. Il Lobbista. Introduzione al Principio di Democrazia Partecipativa” di Lucia Fiorentino (Edizioni Scientifiche Italiane)
“La Terza Pagina” di Ada Fichera (Bonanno Editore)
“Il Gatto e la Volpe esistono davvero” di Maurizio Vecchi (Starrylink Editrice)
“Storia dell’editoria per ragazzi in Italia tra fine ‘800 e primo ‘900” di Ottavia Murru (Bibliofica)
“Io, Costantino. Il Processo” di Gianni Vianello (M. D’auria Editore)
“Apriamo gli occhi, ovvero quello che la Chiesa Cattolica non dice… Per Vergogna” di Isaia Vitelli Davide (Zedda Editore)
“Garibaldi l’avventuriere, il Massone, l’opportunista” di Gustavo Rinaldi (Controcorrente Edizioni)
“La riconquista di Mompracem l’isola che c’era” di Fabio Negro (Edizioni Simple)

Per la NARRATIVA

“Il candore di un’anima” di Stefania Jade Trucchi (Sperling & Kupfer Editori)
“Racconto di primavera” di Leonardo Bonetti (Casa Editrice Marietti)
“Quando le volpi si sposano” di Rossana Carturan (Navarra Editore)
“Morte nei boschi” di Giorgio Celli e Costanza Savini (Mursia Editore)
“Sarò come Garrincha” di Lucio Schiuma (Edizioni Libreria Croce)
“Io non sono esterno” di Giuseppe Merico (Castelvecchi Editore)
“Gli angeli vanno a dormire presto” di Veronica Tinnirello (Coniglio Editore)
“Le Coincidende” di Ivan Polidoro (66thand2nd)
“Isabella” di Normanna Albertini (Chimienti Editore)
“L’albero del pepe rosa” di Fabio Baldassarri (Robin Edizioni)

Per la POESIA

“Il Porcospino in Pegaso” di Eduardo Olmi (Felici Editore)
“I ritmi dell’esistenza” di Franco Prantera (Il Ciliegio Edizioni)
“Giuramento” di Giovanni Granatelli (Mobydick Editore)
“India. L’esperienza del Viaggio” di Kaveen A. Millarelli (Leonida Edizioni)
“Carne Diem” di Federico Romagnoli (Zona)
“Giocherellare con le parole” di Teresa Tricoli (Casa Editrice Kimerik)
“Nuvole a vapore” di Davide Dalmiglio (OnyX Editore)
“Oltre il quotidiano” di Silvia Venuti (Moretti E Vitali Editori)
“Un mondo senza oggetti” di Marco Sette (Edimond)
“Son stufadiza. Il trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.)” di Barbara Grubissa (Kappa Vu)

Info e note: http://www.prospektiva.it/carver.htm