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Sabato 11 novembre a Lucca la premiazione della quindicesima edizione del Contropremio letterario Carver. L’evento è aperto a tutti!

 

Il Contropremio letterario Carver nato a Roma nel 2003 e giunto alla quindicesima edizione, ha deciso di scegliere Lucca come luogo per la cerimonia di premiazione dell’edizione 2017. L’evento si terrà sabato 11 novembre a partire dalle ore 15 presso l’auditorium del centro culturale Agorà in pieno centro storico (Piazza dei Servi – via delle trombe 6).

Considerato il premio letterario indipendente migliore d’Italia con i quasi 7000 libri letti ed esaminati, il Carver porterà nella città Toscana i finalisti delle sezioni narrativa, poesia e saggistica. E come accade ormai da 15 anni Andrea Giannasi presenterà con gli autori i libri ricordando sono questi ad essere premiati e non i nomi sulle copertine o i marchi editoriali. In primo piano la lettura e la ricerca di nuove storie, forme, stili.

Sono diciotto titoli in finale con autori provenienti da tutta la penisola. Le scrittrici e gli scrittori arrivano da tutta Italia: Roma, La Spezia, Vercelli, Pistoia, Ravenna, Napoli, Crotone, Bergamo, Chieti, Firenze, Catania, Trento e molte altre città ancora. Ad organizzare l’evento è Prospektiva, piattaforma letteraria (www.prospektiva.it), in collaborazione con Prospettiva, Tralerighe libri e l’associazione Historica Lucense.

Nella narrativa i finalisti dell’edizione 2017 sono i libri: “La quarta estate” di Paolo Casadio (Piemme); “Amori regalati” di Olimpio Talarico (Aliberti); “La disertora” di Barbara Beneforti (Iacobelli); “La dodicesima nota” di Lev Matvej Loewenthal (Carteggi Letterari); “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino (Homo Scrivens); “Il giorno dell’assoluzione” di Annalisa Venditti (dei Merangoli).

Per la saggistica in finale sono arrivati: “Il confine umano vite in cerca di pace” di Patrizia Angelozzi in collaborazione con  Consorzio Matrix (Ianieri); “Rose de Freycìnet. Una viaggiatrice clandestina a bordo dell’Uranìe negli anni 1817-1820” a cura di Federico Motta (Il Frangente); “La committenza Medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici” di Maria Vitiello (Gangemi); “Italiano urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo” di Gabriele Valle (Reverdito); “Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea” di Danilo Breschi (Pagliai); “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” di Salvatore Massimo Fazio (Bonfirraro).

Infine per la poesia in finale: “Poesie del taschino” di Giovanni Cavazzuti (Pellegrini); “Il cielo di scorta e altre offerte della settimana” di Anna Martinenghi (Linee infinite); “Modalità silenziosa” di Emma Pretti (Genesi); “Fiori di luce” di Walter Viaggi (La ruota); “R:existance” di Edoardo Olmi (Ensemble); “Pietre e amarene” di Chiara Nobilia (Giovane Holden).

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I finalisti del Carver: contropremio letterario edizione 2017

 

Non è facile leggere oggi in questo paese, dove tutti scrivono, prendono posizione, dibattono e mettono “like” o complimenti a denti stretti. Non è facile leggere e attendere il silenzio dei passi, il battere e il levare, il fruscio di una tentazione.

Non è facile leggere, dicevamo, e oltremodo appare ancora più difficile porre un giudizio, dare un voto. Il Contropremio Carver dopo quindici anni di indipendentismo  sciagurato – avremmo potuto ben venderci a qualche mercante di perline colorate ai “tempi d’oro” – continua a porsi sempre la stessa domanda. Sulla fallibilità del giudizio di un lettore. Del resto ognuno ha la propria esperienza, il proprio bagaglio e il proprio zaino sulle spalle. E ogni libro letto rimane come un macigno ad arginare le paure e il vuoto. Ecco per noi del Carver i libri sono come mattoni di una diga che custodisce milioni di metri cubi di acqua. Non sono utili, ma essenziali per l’esistenza dei pesci gatto.

Ma questa è un’altra storia.

Dicevamo il Carver (due punti): contropremio letterario, è giunto alla sua quindicesima edizione e presenta i libri finalisti delle sezioni narrativa, saggistica e poesia. Con la poesia ultima perché siamo di quelli che considerano questa forma di arte letteraria, come un’arma molto pericolosa da armeggiare.

La giuria coordinata da Andrea Giannasi lunedì 25 settembre ha decretato quanto segue (per dare anche ufficialità alla nota).

Nella narrativa i finalisti sono i libri (perché al Carver sono i libri ad essere premiati e non i nomi degli autori o i nomi degli editori), i libri e solo quelli che sono testimoni e rimarranno come macigni agli atti.

“La quarta estate” di Paolo Casadio (Piemme); “Amori regalati” di Olimpio Talarico (Aliberti); “La disertora” di Barbara Beneforti (Iacobelli); “La dodicesima nota” di Lev Matvej Loewenthal (Carteggi Letterari); “E pensare che c’entravamo tutti” di Giancarlo Marino (Homo Scrivens); “Il giorno dell’assoluzione” di Annalisa Venditti (dei Merangoli).

Cosa dire. Abbiamo voluto premiare le storie e la storia. Sì perché tutti i libri sono intrecciati come tele ad un termitaio di vicende, intessuto con la tenacia di chi vuole prendere per mano, a momenti quasi strattonandolo, il lettore per portarlo non in un altro mondo, ma nell’impronta che ognuno di noi lascia sulla sabbia. Impronta fedelmente identica a quella di una sconosciuta che non è solamente metafora dei nostri percorsi onirici. La storia, questa sconosciuta, che torna ad essere prepotentemente presente tra le dita del caporale Gutiérrez, di Martha Sventlaska e la Roma degenerata, del brigadiere Lozzi Anchise replicato “macellaio messicano”, del medico pediatra Andrea Dalvina Zanardelli e della scheggia e delle ruote nei conventi, Tomaso Chiarello e Caccuri come Berlino o Buenos Aires, Nadim e lo spartito di Asche.

Sono 1219 le pagine della sezione narrativa della quindicesima edizione del Contropremio Carver.

La giuria per la saggistica ha utilizzato lo strumento della domanda. Cercando di trovare le coordinate per comprendere chi siamo e dove vogliamo andare. Ma per farlo dobbiamo tornare a capire quale lingua usare; quali strumenti e quali linguaggi utilizzare per “costruire” bellezza; quali travestimenti indossare per intraprendere il “viaggio clandestino” alla scoperta dell’ignoto; quali fondamenta scavare e indagare per svelare le radici della civiltà europea; quali mettere a nudo per liberare la nostra stupidità regredendo nel concetto di suicidio come assenza e nulla intraducibile; e infine quali esempi dalle vite oltre gli odori del limes.

In finale sono arrivati: “Il confine umano vite in cerca di pace” di Patrizia Angelozzi in collaborazione con  Consorzio Matrix (Ianieri); “Rose de Freycìnet. Una viaggiatrice clandestina a bordo dell’Uranìe negli anni 1817-1820” a cura di Federico Motta (Il Frangente); “La committenza Medicea nel Rinascimento. Opere, architetti, orientamenti linguistici” di Maria Vitiello (Gangemi); “Italiano urgente. 500 anglicismi tradotti in italiano sul modello dello spagnolo” di Gabriele Valle (Reverdito); “Meglio di niente. Le fondamenta della civiltà europea” di Danilo Breschi (Pagliai); “Regressione suicida dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro” di Salvatore Massimo (Bonfirrano).

Dicevamo che la poesia la vogliamo presentare per ultima. Una cinquina di libri, in questo momento storico, talmente inutile da risultare vitali per le nostre esistenze. Ci riferiamo, ovviamente, al paradosso dell’inutilità dell’aria che non vediamo e non tocchiamo, non sentiamo e non possiamo acquistare o vendere.

La poesia è morta quando una società non riesce a difenderla; la società è morta quando è la poesia a non avere più diritto di cittadinanza.

Da leggere – ma non solo questi – i libri giunti in finale alla quindicesima edizione del Carver: contropremio letterario 2017.

“Poesie del taschino” di Giovanni Cavazzuti (Pellegrini); “Il cielo di scorta e altre offerte della settimana” di Anna Martinenghi (Linee infinite); “Modalità silenziosa” di Emma Pretti (Genesi); “Fiori di luce” di Walter Viaggi (La ruota); “R:existance” di Edoardo Olmi (Ensemble); “Pietre e amarene” di Chiara Nobilia (Giovane Holden).

Riassumendo in finale sono arrivati 18 libri (6 per ciascuna sezione). Gli autori maschi sono 9, mentre le autrici donne sono 8. Un libro è ibrido perché è curato da un uomo ma in realtà è un lavoro sul reportage di una donna. Le autrici e gli autori arrivano da tutta Italia: Firenze, Roma. La Spezia, Vercelli, Pistoia, Ravenna, Napoli, Crotone, Bergamo, Chieti, Catania, Trento. La narrativa offre romanzi ma anche racconti; la poesia ha stili che vanno dal classico all’Haiku.

La premiazione si terrà a ottobre (se tutto va bene) a Lucca.

Buona lettura a tutti.

Assegnato il 25 settembre nella splendida cornice della Cittadella della Musica a Civitavecchia (durante il festival del libro “Un mare di lettere”), il nono premio Carver 2011. Meglio conosciuto come “Contropremio dell’editoria italiana”, il Carver assegna l’ambito primo posto solo ai libri – dopo averli letti – e non ai nomi di autori o di case editrici.

La giuria – rigorosamente segreta e composta da giornalisti, scrittori ed editori – coordinata da Andrea Giannasi, dopo aver selezionato i finalisti per ciascuna sezione, ha voluto ricordare come ogni anno la qualità dei libri aumenti sensibilmente, a dimostrazione della bontà di un mondo editoriale sommerso, che merita molto di più.

Per la narrativa ha vinto il romanzo “Racconto di primavera” di Leonardo Bonetti; per la poesia il primo posto è stato assegnato alla raccolta “Nuvole a vapore” di Davide Dalmiglio; infine per la saggistica ha prevalso “Il bullismo sociale” di Roberto Collovati.

La giuria ha voluto premiare i primi tre libri per ciascuna sezione. Nelle terza dunque per la narrativa anche  “Le coincidenze” di Ivan Polidoro e “Isabella” di Normanna Albertini.

Per la poesia in finale anche “Oltre il quotidiano” di Silvia Venuti e “Il porcospino in pegaso” di Eduardo Olmi.

Nella sezione saggistica “K, il lobbista” di Lucia Fiorentino e “Io, Costantino. Il processo” di Gianni Vianello.

Il premio speciale della giuria in onore di Giorgio Celli è andato a Claudio Beghelli.

Appuntamento al 2012 con il “Contropremio dell’editoria italiana”.

http://www.prospektiva.it/carver.htm

PREMIO CARVER 2011
I nomi dei finalisti

Il premio Carver mantenendo la propria natura di struttura dedita alla lettura, e dunque all’attribuzione di premi ai libri e non agli autori o agli editori, rende noto i nomi dei finalisti delle sezioni saggistica, narrativa e poesia. La giuria presieduta da Andrea Giannasi ha voluto mettere in evidenza per questa edizione dieci libri per ciascuna sezione, decidendo di instituire anche un Premio Speciale. I dettagli di questa novità verranno resi noti a metà settembre durante la consueta conferenza stampa.
La giuria del Carver ha deciso che saranno premiati i primi tre libri per ciascuna sezione, con targa al primo di narrativa, saggistica e poesia.
La premiazione avverrà domenica 25 settembre alle ore 17 presso la Cittadella della Musica nell’ambito del festival del libro “Un mare di lettere” che si tiene ogni anno a Civitavecchia.
Veniamo ai nomi dei finalisti.

Per la SAGGISTICA

“Il Bullismo Sociale. Adulto e Giovanile” di Roberto Collovati (Armando Editore)
“Il Magico Libro delle Erbe. Consigli, rimedi e cure dal diario di Nonna Annina” di Letizia Chilelli (Ibiskos Editrice Risolo)
“K. Il Lobbista. Introduzione al Principio di Democrazia Partecipativa” di Lucia Fiorentino (Edizioni Scientifiche Italiane)
“La Terza Pagina” di Ada Fichera (Bonanno Editore)
“Il Gatto e la Volpe esistono davvero” di Maurizio Vecchi (Starrylink Editrice)
“Storia dell’editoria per ragazzi in Italia tra fine ‘800 e primo ‘900” di Ottavia Murru (Bibliofica)
“Io, Costantino. Il Processo” di Gianni Vianello (M. D’auria Editore)
“Apriamo gli occhi, ovvero quello che la Chiesa Cattolica non dice… Per Vergogna” di Isaia Vitelli Davide (Zedda Editore)
“Garibaldi l’avventuriere, il Massone, l’opportunista” di Gustavo Rinaldi (Controcorrente Edizioni)
“La riconquista di Mompracem l’isola che c’era” di Fabio Negro (Edizioni Simple)

Per la NARRATIVA

“Il candore di un’anima” di Stefania Jade Trucchi (Sperling & Kupfer Editori)
“Racconto di primavera” di Leonardo Bonetti (Casa Editrice Marietti)
“Quando le volpi si sposano” di Rossana Carturan (Navarra Editore)
“Morte nei boschi” di Giorgio Celli e Costanza Savini (Mursia Editore)
“Sarò come Garrincha” di Lucio Schiuma (Edizioni Libreria Croce)
“Io non sono esterno” di Giuseppe Merico (Castelvecchi Editore)
“Gli angeli vanno a dormire presto” di Veronica Tinnirello (Coniglio Editore)
“Le Coincidende” di Ivan Polidoro (66thand2nd)
“Isabella” di Normanna Albertini (Chimienti Editore)
“L’albero del pepe rosa” di Fabio Baldassarri (Robin Edizioni)

Per la POESIA

“Il Porcospino in Pegaso” di Eduardo Olmi (Felici Editore)
“I ritmi dell’esistenza” di Franco Prantera (Il Ciliegio Edizioni)
“Giuramento” di Giovanni Granatelli (Mobydick Editore)
“India. L’esperienza del Viaggio” di Kaveen A. Millarelli (Leonida Edizioni)
“Carne Diem” di Federico Romagnoli (Zona)
“Giocherellare con le parole” di Teresa Tricoli (Casa Editrice Kimerik)
“Nuvole a vapore” di Davide Dalmiglio (OnyX Editore)
“Oltre il quotidiano” di Silvia Venuti (Moretti E Vitali Editori)
“Un mondo senza oggetti” di Marco Sette (Edimond)
“Son stufadiza. Il trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.)” di Barbara Grubissa (Kappa Vu)

Info e note: http://www.prospektiva.it/carver.htm